Crea sito
1

ATTENZIONE : SI AVVISA I SIGNORI LETTORI CHE I PRESEPI NELLE GROTTE DI SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA NON VENGONO PIU' ALLESTITI DAL 2015! ORA LA NOSTRA ASSOCIAZIONE E LO SCULTORE DAVIDE SANTANDREA ALLESTISCE I SUOI PRESEPI ANIMATI NELLE GROTTE DELLA ZOLFATARA DI PREDAPPIO ALTA (FC)

IL PRESEPIO NELLE GROTTE TUFFACEE TEODORANI

Il lungo corridoio delle Grotte della Famiglia Teodorani

La Grotta Teodorani

Scendiamo dunque nel sottosuolo e andiamo a vedere cosa si cela nel misterioso mondo sotterraneo santarcangelese. La prima che visitiamo è la Grotta Teodorani, gentilmente aperta al pubblico dalla proprietaria (a offerta libera), che desidera far conoscere questo patrimonio archeologico per tentare anche di darvi una spiegazione, il più possibile veritiera. L'ipogeo è scavato in pieno centro storico, prima di salire le scale che portano alla Rocca Malatestiana, a sinistra (via Pio Massani). Dopo aver superato il vano d'ingresso, la prospettiva volumetrica cambia di colpo: un primo tratto in discesa e poi un lungo corridoio orizzontale focalizza l'occhio verso la sua conclusione, laggiù in fondo, dove deve celarsi qualcosa di molto suggestivo. La lunghezza complessiva della grotta è di 47, 5 m.

Ma andiamo con ordine:a sinistra per chi scende c'è una cameretta piuttosto bassa che, all'interno, mostra (se si ha la curiosità di esplorare) sei nicchiette intagliate nella roccia dalla vaga forma pentagonale (ottime per riporre il vino...?); il buio fittissimo della cavità è lacerato soltanto dal flash della digitale.

Ma rimettiamoci in cammino: il lungo corridoio è perforato a destra e a sinistra da ampie nicchie, 14 per lato (totale 28, che è il massimo conosciuto, ad oggi). La lavorazione della volta del corridoio è in alcuni tratti molto ben eseguita e lascia pensare al motivo per cui- se cantine fossero- lavorarle così bene. Le cappelline, nome che preferiamo a 'nicchie', sono absidate (cosa che rende maggiormente difficile considerarle cantine se non, forse, come utilizzazione secondaria) e i setti delle pareti divisorie delle ultime sono stati assottigliati e trasformati in pilastri, creando così un piccolo passaggio di comunicazione tra le varie absidiole. I passaggi vanno a costituire un 'corridoio parallelo' a quello principale. Motivo?

Questo ultimo tragitto che separa il corridoio dai restanti tre ambienti è forse il più interessante per la presenza di diverse 'incongruenze' apparentemente inspiegabili: ad esempio, che scopo ha l' apertura laterale che conduce nella sala successiva, quando c'è quella centrale che vi accede direttamente? Forse in origine quest'ultima non era presente? O la sala ellittica non era visibile dal corridoio e vi si accedeva da quelle 'porticine'? Rimanendo, per così dire, occultata da chiunque fosse entrato a cercar bottiglie o botticelle ma raggiungibile da chi 'sapeva'. Fantasie? Forse.

Le 'nicchie' confluiscono tutte in una sala biabsidata, dove l'atmosfera che si respira non ha nulla a che fare con qualcosa di profano, lo possiamo assicurare. Il soffitto della sala è molto grezzo, a differenza delle cappelline disposte a pettine lungo il corridoio e al corridoio stesso. Lo stupore è accentuato dalla presenza di un varco ad arco a tutto sesto, con doppia strombatura, cosa che sarebbe stata veramente superflua se si fosse trattato di un deposito di damigiane! E' invece indice di grande perizia e ricerca di proporzioni armoniche...Attraverso questo passaggio si accede ad un piccolo atrio, interessato da un altissimo pozzo (circa 30 m), ritenuto di aerazione..

Dopo di che... eccola la misteriosa conclusione, che l'occhio frugava già dal momento in cui è entrato: una incredibile sala ellittica si spalanca al visitatore, sempre più affascinato.

Nella parete che ci sta di fronte osserviamo una nicchia a fondo piatto, posta in asse con il cannocchiale del corridoio di accesso; essa è accuratamente rifinita e dà l'idea di aver potuto contenere, in antico, la statua di una divinità. L'ambiente fa risuonare echi lontani di cerimonie iniziatiche più che di botti di vino! Mettendosi davanti alla nicchia e guardando verso l'uscita, ci si avvede di due aperture a tutto sesto ai lati dell'apertura centrale (pure ad arco a tutto sesto), che sono collegate alla sala biabsidata, ma perchè? Per alleggerite la struttura sovrastante pare improbabile; sono perfettamente eseguite, armoniose anche se di dimensioni troppo esigue perchè una persona in stazione eretta vi passi (ci si deve chinare).

Inoltre, tutta la struttura che abbiamo percorso -ce ne accorgeremo molto bene vedendola poi in pianta- ha la forma di una croce ma, volendo essere più pignoli, di una spada o forse le incarna entrambe. Perchè? Questa grotta sembra esprimere un senso del sacro già nella sua impostazione concettuale, prima ancora che in quella fisica; doveva essere importante. Di seguito, alcune foto (autorizzate dalla proprietaria):

La proprietaria si dice molto possibilista sull'eventualità che perfino i Cavalieri Templari avrebbero potuto c'entrare qualcosa con l'uso di questo affascinante ipogeo; mentre ringraziamo e riflettiamo su quanto visto, ci dirigiamo a visitare un'altra grotta.

COMUNICATO STAMPA

RITORNA IL MONUMENTALE PRESEPIO MECCANICO NELLE GROTTE IPOGEE DI SANT'ARCANGELO DI ROMAGNA
NELLE GROTTE DI SANTARCANGELO IL PRESEPIO CHE GIRA LE CITTA' DEL MONDO


Per il quinto  anno  consecutivo si allestisce, nelle GROTTE IPOGEE scavate nel tufo e nell'arenaria,  sotto il colle GIOVE  dove trova luogo l'antica città di 
Sant'Arcangelo di Romagna , un grande presepio meccanico tra i più grandi 
d'Italia.  Le antichissime grotte ipogee , usate prima del cristianesimo come 
possibile luogo di culto pagano  al Dio MItra , poi  utilizzate come rifugio 
sicuro  durante i bombardamenti dell'ultima guerra , si presentano  al pubblico 
in tutto il loro antico fascino  e suggestione. Un capolavoro  scavato 
dall'uomo, un luogo il cui il mistero e il fascino s'intreccia in un ambiente 
quanto mai spettacolare.  A tutto questo si aggiunge  la magia del presepio 
animato meccanico,  uno dei più grandi capolavori  di arte presipistica 
realizzata dal presepista Davide Santandrea , il presepista scultore tra i più 
richiesti all'estero e in America grazie  alla spettacolarità dei suoi 
allestimenti presepistici.  Davide Santandrea, presidente dell'Associazione 
Culturale Amici del Presepio interregionale Romagna assieme alla Pro Loco di Sant'Arcangelo di Romagna   rilanciano così la tradizione del 
presepio nelle grotte , allestendo per la quarta volta uno spettacolo nello 
spettacolo a cui non si può mancare. 16 grotte  lungo un percorso sotterraneo 
di circa 200 metri sotto la città di Sant'Arcangelo, ospitano altrettante  
scene  bibliche  tratte dall'antico e dal nuovo testamento, con figure alte un 
metro , tutto dotate di meccanismi per farle muovere e realizzate a mano da 
Davide Santandrea. Ma le scene del presepio sono molte di più se contiamo anche le scene di  complemento e arricchimento. E poi ancora effetti di luci, di suoni e di acqua, incantevoli scenografie orientali si uniscono al fascino e alla suggestività delle grotte scavate nella roccia. Le scene  create da Santandrea non si limitano  al solo episodio della Natività ma rievocano anche vicende  anteriori quali i profeti che predicono la nascita di un salvatore, Il profeta Isaia davanti al Re Acaz che predige  la nascita di  un salvatore per tutte le genti, l'annuncio dell'angelo a Maria, la ricerca  dell'Alloggio, La comparsa della Stella cometa ai Magi, l'annuncio dell'Angelo ai Pastori,  e anche scene posteriori  quali l'arrivo dei Magi ,  e alcune scene che rievocano la storia delle apparizioni mariane come  l'apparizione della Vergine ai tre  pastorelli di Fatima e l'Apparizione della Vergine a Bernardette  . Una scena a 
parte rievoca il primo presepio nella storia fatto a Greccio da San Francesco 
di Assisi.  Particolarmente animata  è la ricostruzione  della città di 
Betlemme con i suoi mulini ad acqua  e la città di Gerusalemme  con la reggia di Erode  ed una folla di persone intente ai lavori quotidiani. Ovviamente  la scena  più ricca di  suggestiva dolcezza è quella che rappresenta Maria  nell'atto di cullare e di baciare  il piccolo salvatore mentre Giuseppe apre le braccia  al cielo in segno  di esultanza , mentre zampognari  suonano le loro cornamuse ( si sente davvero le melodie) E poi l'asino che affonda il muso nel  fieno e alza la testa ogni qual volta  i magi fanno l'adorazione al bambinello Gesù.  E quel piccolo bambinello posto  in braccio tra le mani di Maria alza le manine come per salutare il mondo che accorre a vederlo. La visione  della varie scene  è accompagnata  dall'ascritto di significative  canzoni natalizie italiane e straniere  e dalla visita guidata  direttamente dall'autore  del presepio che illustra e spiega le scene. Chi vuole  intraprendere  viaggio in un mondo  in cui la realtà religiosa e storica  si trasfigura in  visioni immaginifiche ed oniriche e si fonde al fascino alla suggestività delle grotte  si affretti  a visitare il presepio  che aprirà i battenti il 21 dicembre e resterà visibile sino al 31 gennaio .  L'Occasione  come 
abbiamo già detto  è da non perdere assolutamente.

Il presepio allestito nelle grotte Teodorani è conosciuto con il nome di “ PRESEPIO CHE GIRA LE CITTA” DEL MONDO”: infatti è già stato esposto a New York, San Diego  in California, Santiago del Cile, Parigi, Londra, Lourdes, Tokio, Manila  nelle Filippine,  Losanna in Svizzera, Monaco di Baviera, suscitando tanto successo e ammirazione.

IL PRESEPIO ANIMATO nelle grotte Ipogee di Santarcangelo di Romagna è visibile al pubblico dall'8 DICEMBRE al 31 GENNAIO. LA Sacra rappresentazione animata  e aperta  tutti i giorni nei seguenti orari:

Feriali dalle ore 15 alle ore 18. Festivi dalle ore 10,30 alle ore 12,30 e dalle ore 14,30 alle ore 18

ATTENZIONE!

Dal 7 al 31 gennaio il presepio animato e le grotte di santarcangelo sono aperti SOLO IL SABATO E LA DOMENICA con il seguente orario: ore 10,30 -12,30  ore 15-18

Per visite guidate ai presepi per i gruppi, e visite guidate fuori orario  è necessario prenotare  anticipatamente (almeno una settimana prima) ai seguenti numeri di telefono:

ASSOCIAZIONE CULTURALE AMICI DEL PRESEPIO  TEL 347 7783236