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LE ORIGINI DEL PRESEPIO MECCANICO IN ROMAGNA DA DON GALILEO MACORI AD OGGI

 

UN VIAGGIO NELLE ORIGINI DEL PRESEPIO ANIMATO IN ROMAGNA

 

 

Ho pensato di scrivere questo articolo sulle origini del presepio animato in terra di Romagna in quanto mi sento particolarmente coinvolto con i miei 45 anni di attività presepistica passata, ma anche soprattutto perché sono il più diretto collegato con i due " maestri " del presepio animato: Don Galileo Macori e Padre Giovanni Lambertini. Con padre Lambertini sono collegato per tutti gli anni di vita trascorsi assieme nell'allestire prima il presepio di San Francesco a Ravenna, poi tanti altri presepi. Con Don Macori sono collegato grazie al ritrovamento e al mio acquisto dei suoi storici presepi meccanici.


 

(Nelle foto: a Destra Don Galileo Macori, a sinistra Padre Giovanni Lambertini

 

IL MAESTRO DI TUTTI I PRESEPISTI: DON GALILEO MACORI

 

Partiamo a raccontare la storia con chi ha fondato la tradizione del presepio meccanico, inteso come un allestimento fatto con le grandi statue animate alte un metro. Don Galileo Macori nacque a San Vittore di Cesena il 15 Marzo 1895, la sua grande passione come Sacerdote erano i grandi presepi meccanici e la costruzione degli orologi per i campanili e le torri. La sua attività lavorativa meccanica si svolgeva presso l'istituto Lugaresi di Cesena dove ha cresciuto numerosi allievi insegnando il lavoro e la passione della meccanica. Sacerdote cappellano durante l'ultima guerra mondiale, ideò i suoi presepi in onore ai feriti di guerra. E' proprio presso l'istituto Lugaresi dove sono nati i 5 grandi presepi meccanici che fecero il giro delle città d'Italia, ammirati da grandi folle di visitatori. Il primo presepio Don Macori lo allestì presso la sua abitazione a Cesena e rappresentava la Natività con la Vergine Maria seduta e il Gesù Bambino tra le braccia che lo culla, S. Giuseppe inginocchiato davanti a lei che apre le braccia in un gesto di adorazione e verso la parete due zampognari in piedi immobili. Dalla porta della capanna si vede in lontananza un paesaggio di Betlemme dipinto che Don Macori disse di aver copiato da una foto di un paesino vicino a Matera che gli mandò un amico militare. Proprio quel primo presepio animato a scena unica, ammirato da tanti Cesenati e apprezzato dall'allora presidente nazionale dell'Associazione Italiana Amici del Presepio, Angelo Stefanucci, fu il prototipo originale, ampliato poi nel 1946 nella sua seconda esposizione a Verona. (Nelle foto sotto: il presepio a scena unica del presepio 1946)


 

 

Ai personaggi principali: Maria seduta che culla Gesù tra le braccia, S. Giuseppe che apre le mani (che da in ginocchio venne portato in piedi) e i due zampognari ( che furono poi dotati di movimento), si aggiunsero altri personaggi: un altro zampognaro in movimento, i tre Magi, dai lunghi mantelli, inginocchiati davanti a Maria, che ad uno ad uno s'inchinano a baciare Gesù tra le mani della Madre, e i tre paggetti di colore ( con una perfetta rappresentazione della fisionomia facciale del negroide) che sorreggono le code dei lunghi mantelli e che fanno un inchino amo' di salamelecco ogni qual volta i Magi fanno l'adorazione. Dietro a S. Giuseppe fu aggiunto anche un trombettiere con il corno che da uno squillo ogni volta che un re magio fa l'adorazione. Furono aggiunti anche i grandi animali del bue e dell'asino scolpiti in legno. Anche la scenografia fu modificata per contenere tutti i nuovi personaggi, dipinta su tela, che rappresentava l'interno di una rustica e spoglia capanna. Dalla porta della capanna si vede che esternamente nevica ( un effetto ricavato da due grandi ruote che giravano una a velocità lenta (quella davanti), l'altra a velocità più elevata (quella dietro)


(Nella foto sopra uno dei progetti originali di Macori dell'effetto della nevicata)

La ruota davanti era ricoperta da un tulle nero semitrasparente su cui erano incollati piccoli battutoli di cotone che a distanza sembravano fiocchi di neve che scendevano. La ruota dietro era invece dipinta di nero su cui erano incollati altri batuffoli di cotone più piccoli. Le due ruote girando a velocità diversa creavano un realistico effetto di bufera di neve) C'è da dire che Don Macori per quanto abile ed esperto in meccanica e nell'animazione delle figure, non era capace di modellare la parte artistica delle figure, ovvero le teste, le mani e i piedi e gli animali. Per questo motivo si rivolse allo scultore faentino Enrico Dalmonte, del laboratorio dei cartapestai fantini Ballanti - Graziani, che realizzò tutte le parti artistiche delle grandi figure in cartapesta, mentre il bue e l'asino furono scolpiti in legno dall'incisore - scultore Giovanni Leoni di Firenze. Nel 1948 il presepio venne rinnovato e completato di altri nuovi personaggi: L'angelo in alto alla capanna con il cartiglio del "Gloria", la pecora sdraiata e legata che alza la testa e bela, e altri due paggetti in mezzo ai lunghi mantelli dei magi: uno che sorregge un vassoio con i doni ( oro, incenso e mirra) e uno che sorregge il vassoio con le tre corone dei Magi.


(Nella foto sopra il presepio a scena unica completato in una foto cartolina)

 

 

Nel 1947, visto il successo del primo presepio, Don Macori realizzò un secondo presepio prototipo, questa volta ancor più complesso, non più a scena unica, ma a tre scene montate su un enorme piano girevole (come quello di una giostra) dove su di esso le tre scene: annuncio dell'angelo ai pastori, La nascita di Gesù adorato dai pastori e l'Adorazione dei magi, si intercalavano davanti al pubblico, creando uno spettacolo unico al mondo per i tempi di allora. Il presepio poi era completato dalle registrazioni su un vecchio magnetofono dei personaggi che dialogavano tra loro, emettendo anche il verso degli animali e il suono delle pive. Ecco come avveniva lo spettacolo: il visitatore entrava nella sala buia. Si accendeva il presepio e davanti al pubblico appariva la prima scena dell'annuncio dell'angelo ai pastori.

 


(Nella scena sopra l'annuncio dell'angelo ai pastori)

I pastori vegliano sul gregge assieme al loro cagnolino scodinzolante quando dal cielo, sulla destra, scende l'angelo Gabriele che li allieta di una buona novella nelle testuali parole: "Non abbiate paura, andate a Betlemme, nella grotta troverete il salvatore, un piccolo bambino che giace avvolto in fasce in una mangiatoia. Andate ad adorarlo perché è Lui che salverà tutte le genti!" A quel punto sulla sinistra del cielo scende un coro di angeli che canta "Gloria a Dio nell'alto dei cieli..." Terminato l'annuncio gli angeli si alzano e tornano nel cielo. Il pastore padre si alza in piedi e dice: "Figlio hai sentito? Il salvatore è nato a Betlemme! Andiamo ad adorarlo perché è lui che ci salverà! Anche il figlio che era seduto si alza in piedi e risponde: "Andiamo Padre, andiamo ad adorarlo!" A quel punto il presepio si spegne e la gente rimane nella sala al buio. Il piano del presepio gira presentando la seconda scena. Quando il presepio si riaccende al visitatore appare il quadro della nascita di Gesù adorato da Maria, Giuseppe e dai due pastori ( padre e figlio) giunti alla capanna.

 


(Nella scena sopra la scena della Natività e l'adorazione dei pastori)

I pastori suonano con le loro pive una pastorale, mentre Maria dondola la culla su cui è posto Gesù Bambino. Quando smettono di suonare s'inchinano in segno di adorazione. A quel punto Maria smette di dondolare la culla e si china a baciare Gesù sulla fronte mentre San Giuseppe in piedi si genuflette. Il bue rumina e dondola la testa, l'asino muove le orecchie quando i pastori suonano, poi abbassa il muso sul fieno e mastica e intanto scuote la coda. Il cane che ha accompagnato i pastori scodinzola festante.

Terminato la rappresentazione della seconda scena, per la terza volta il pubblico si ritrova al buio, il palco girevole del presepio ruota mettendo in mostra la terza e conclusiva scena.


(Nella foto sopra: la terza scena dell'Adorarione dei magi )

 

Quando il presepio si riaccende davanti alla gente appare la scena dell'arrivo dei magi. La scenografia è l'interno della casa di S. Giuseppe. A destra Maria seduta tiene sorretto sulle ginocchia e tra le mani Gesù Bambino più cresciuto. Maria culla il Bambino. Davanti a Lei ci sono due dei Magi che si inchinano per baciare il piedino a Gesù Bambino. Ad ogni adorazione, Gesù bambino alza il suo piedino affinché il Mago possa baciarlo. I due trombettieri posti di lato danno squillo di corno ogni volta che un Mago fa l'adorazione. Dall'altro lato della casa, sulla sinistra il Mago di colore consegna a Giuseppe i doni per il bambino mentre si gira (ruota su se stesso) ogni qual volta gli altri due magi fanno l'adorazione. San Giuseppe allarga le braccia in un gesto di stupore.

Quando anche questa scena si conclude le luci della sala si accendevano permettendo al pubblico di uscire e di far entrare nella sala altre persone e ricominciava il ciclo. Tutte le teste, mani e piedi delle statue artistiche animate e i grandi animali del bue, asino e i due cani, furono scolpiti in legno dall'incisore - scultore Giovanni Leoni che già aveva scolpito l'asino e il bue per il presepio a quadro unico.

Sia il presepio a quadro unico che quello a tre quadri erano mossi e animati da grandi meccanismi ad orologio realizzati presso l'istituto Lugaresi da Don Macori e dagli allievi . Ogni presepio richiedeva un meccanismo proprio.

 

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Nelle foto sopra a sinistra uno dei meccanismi di Macori e a destra sotto il presepio di Macori)

Questi presepi fecero il giro delle città d'Italia e furono visti da enormi folli di visitatori. Visto il grande successo Don Macori decise di realizzare altri due presepi: una copia per quello a scena unica con le figure di Dalmonte e una copia del presepio a tre quadri in modo da avere ben 4 presepi da poter esporre contemporaneamente in più città. Un quinto presepio, con figure alte 60 cm ( con le teste, mani e piedi e animali scolpite in legno da Giovanni Leoni) fu realizzato da Don Macori per un paesino dell'appennino bolognese ma fu poi venduto a Dupino (Salerno) dove ora è montato all'interno di un grande presepio meccanico.

 

IL RITROVAMENTO DEI PRESEPI PROTOTIPI DI DON MACORI

 

I primi due presepi originali - prototipi dopo essere stati esposti in alcune città furono venduti a Guastalla. Nel 1988, a Guastalla, il sottoscritto ritrova i due presepi prototipi( a scena unisca e a tre quadri) di Don Galileo Macori e li acquista per se' e per la sua collezione privata. Negli ultimi anni Don Macori espose nelle città le due copie dei due presepi originali. Con la morte di Don Macori nel 1968, le copie dei due presepi originali furono venduti dal nipote Giovanni Urbini ai Francescani Minori Conventuali di Longiano, Bagnacavallo e al Padre Giovanni Lambertini. Padre Lambertini acquistò per San Francesco di Ravenna e San Francesco di Bologna il presepio a quadro unico con la parte artistica di Dalmonte. Mentre i francescani di Longiano e Bagnacavallo acquistarono il presepio a tre scene con l'accordo che un anno sarebbe stato allestito a Longiano e l'anno seguente a Bagnacavallo. Ma poi Padre Lambertini smembrò i due presepi ( per fortuna non erano i prototipi!) dividendoli tra i conventi dove allestiva i suoi presepi: Ravenna, Bologna, Longiano, Bagnacavallo, Padova. Così alcuni personaggi del presepio a scena unica si trovano ora nel presepio di Faenza, altri a Bologna. A Longiano ci sono altri personaggi sia del presepio a tre scene che a scena unica. Per accontentare i conventi dei frati le due copie dei presepi di Macori sono andati così dispersi per sempre. Per fortuna si parla di copie, perché invece i due presepi prototipi di Don Macori sono integri, e grazie al mio lavoro sono stati interamente restaurati e proseguono la loro esposizione nelle città italiane grazie ai miei lavori di allestimento.


 

(nelle foto sopra: il contratto di acquisto dei due presepi di Macori, acquistati da D. Santandrea)

 

I PRESEPI DI PADRE GIOVANNI LAMBERTINI

 

Abbiamo iniziato a parlare di Don Macori perché egli è stato il primo maestro in assoluto del presepio animato. Contemporaneamente a Don Macori allestiva i suoi presepi il padre Giovanni Lambertini. Nato nel 1916, il frate francescano inizia a fare i suoi primi presepi negli anni 50' a San Francesco di Faenza.

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Nella foto a destra Padre Giovanni Lambertini nel cortile di San Francesco di Ravenna nel 1954, nella foto a sinistra Padre Lambertini e i suoi aiutanti mentre montano il presepio a San Francesco di Faenza nel 1951)

 

Poi nel 1953 ha allestito il suo presepio a San Francesco a Bagnacavallo e dal 1954 al 1981 ha allestito il suo presepio a San Francesco di Ravenna, Contemporaneamente dal 1968 allestiva anche i presepi del Santuario del Santissimo Crocifisso di Longiano e a San Francesco di Bologna.

 


( nelle foto sopra il presepio di Padre Lambertini a San Francesco di Bagnacavallo nel 1953)

 

I primi presepi di Padre Lambertini avevano pochissime parti meccaniche - animate. Nelle prime foto dei presepi di Faenza degli anni 50' e Ravenna dal 1954 le animazioni erano concentrate esclusivamente a pochi movimenti nel paesaggio.

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Nelle tre foto sopra il primo presepio di Padre Lambertini a San Francesco di Ravenna nel 1954)

Agli inizi Padre Lambertini non era proprio un estimatore della meccanizzazione del presepio. Infatti in un articolo scritto da lui nella rivista "IL PRESEPIO" n. 13 dell'ottobre 1957 dell'Associazione Amici del Presepio diceva testuali parole: "Da molti anni allestisco il presepio e ne seguo in tante città le più varie espressioni; se dovessi scegliere tra il tipo: artistico, meccanico, luminoso, scenografico, senza esitazione darei la precedenza al tipo "luminoso", perché lo trovo il più evangelico e il più adatto ad interessare il pubblico moderno in maniera nuova , attraente, e formativa."

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Nelle foto sopra Presepi di Padre Lambertini a S. Francesco di Ravenna negli anni 1958 (destra), 1959 (centro) e 1960 ( a destra)

E sempre nella rivista de "IL PRESEPIO" n. 23 dell'ottobre 1960, padre Lambertini scriveva: " siamo ancora in tema di presepio "luminoso" , cioè ad effetti scenografici luminosi che è, ad avviso comune, il tipo più moderno che raccoglie maggiori consensi dal pubblico , preferibile al tipo meccanico troppo infantile e rumoroso ...." I primi presepi di Faenza e Ravenna allestiti da Padre Lambertini erano soprattutto presepi luminosi con il giorno e la notte, il carosello degli angeli, con il sole, la luna e le stelle.

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elle foto del presepio di Ravenna del 1962 si vede bene il primo mare e i primi angeli proiettati creati da padre Lambertini

 

Poche animazioni nel paesaggio: il mare con il suo muoversi ondoso realizzato da delle parative di legno che si abbassavano e si alzavano alternandosi, una stradina su cui scorrevano lentamente delle statuine disegnate e ritagliate nel compensato, due boscaioli che segano un tronco e un fabbro. Ma poi qualcosa è cambiato dal 1966. E' l'anno in cui padre Lambertini conobbe personalmente Don Galileo Macori e vide per la prima volta i suoi presepi meccanici. Ci fu subito una discussione tra i due presepisti. Don Macori non aveva preso bene quello che il Frate aveva scritto sulla rivista del Presepio e da grande "difensore" del presepio meccanico illustrò i motivi per cui il frate aveva sbagliato a scrivere le sue impressioni contro il presepio meccanico. In particolare Macori fece vedere che i suoi presepi meccanici erano tutti rispettosi del sacro e soprattutto non erano per niente infantili. Infatti tutti i movimenti del presepio di Macori erano incentrati sulla culla del Salvatore, come lo stesso sacerdote aveva scritto nella rivista IL PRESEPIO in articolo a favore del presepio meccanico e dove insegnava in tre puntate come costruirlo.





 

 

(Nelle foto sopra alcune pagine della rivista "IL PRESEPIO" con gli articoli di Don Macori sulla costruzione delle figure meccaniche)

 

Fu così che Padre Lambertini, che più volte da Ravenna si recava a Cesena all'abitazione di Macori, si ricredette sul valore del presepio meccanico, che Don Macori aveva reso "vivo" proprio come San Francesco voleva per il suo presepio di Greccio. Da quel litigio tra sacerdoti nacque una grande amicizia e Padre Lambertini, per rimediare al suo sbaglio, fece di tutto per convincere i suoi superiori ad esporre due dei quattro presepi a San Francesco di Ravenna e a San Francesco di Bologna. Ed è proprio durante quelle due esposizioni del presepe di Macori che nasce in padre Lambertini la passione per il presepio meccanico, iniziando a trasformare i suoi presepi da "solo luminosi" a "luminosi meccanici"

 

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Nelle foto sopra la Madonna in movimento creata dalla scultore Secchi e utilizzata da Padre Lambertini nei presepi a San Francesco di Ravenna dal 1964 al 1968)

 

Ed è su esempio di Macori che padre Lambertini iniziò ad animare anche i personaggi della natività. I primi primi personaggi della natività ad essere animati ( e siamo nel 1966), oltre la Madonna che culla Gesù, che Padre Lambertini realizzò sin dal 1953 per il presepio di Bagnacavallo, anche il bue e l'asino che abbassano la testa e mangiano e l'angelo dell'annuncio ai pastori.



 

(Nelle foto sopra il presepio di P. Lambertini dal 1966 al 1968. il paesaggio si arricchisce di nuove animazioni meccaniche)

 

Nel paesaggio, oltre al mare, sorge la prima "casa dei mestieri" con una donna che setaccia la farina, una donna che fila la canapa, e una donna che rimesta nel paiolo. E ancora un pescatore, un soldato che marcia davanti al tempio romano, un arrotino, i boscaioli, una donna che da il mangime alle galline e una lavandaia. Ma il cambiamento vero e proprio nei presepi di padre Lambertini lo abbiamo dal 1968 quando, con la morte di Don Macori acquista, assieme ai Francescani Conventuali di Bologna, Longiano e Bagnacavallo le due coppie dei presepi originali di Don Macori. Dal 1968 il frate iniziò il lavoro di divisione dei due presepi per dividere i personaggi nei presepi da lui realizzati a Ravenna, Bologna e Longiano. Nel 1968 il presepio di Padre Lambertini assumeva completamente l'impronta del presepio di Don Macori a cui però alla scena della natività e dei magi animati aggiungeva sempre i suoi bellissimi paesaggi luminosi e animati. Anche la disposizione dei personaggi, costretta per causa della meccanica ad orologio posto sotto il piano del presepio, era quella classica del presepio di Macori.

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Nelle foto sopra: dal 1968 al 1981 i presepi di Don Macori acquistati da padre Lambertini e dai Francescani conventuali furono smembrati e divisi tra i presepi dei conventi. Nelle foto sopra vedete la statue di Don Macori come furono pian piano trasformate da P. Lambertini nel corso degli anni. Nelle prime foto del 1972 e del 1973 trovate la Natività di Macori montata da Padre Lambertini secondo l'impostazione meccanica di Macori. Nelle due foto del 1974 e 1975 le statue di Macori furono trasformate da Padre Lambertini per una Natività inginocchiata. Le ultime tre foto del 1976,1977 e 1978 troviamo di nuovo una trasformazione delle statue di Macori effettuata da Padre Lambertini, questa volta più simile alla impostazione di Macori.)

Per anni dal 1968 al 1990 ad animare i grandi personaggi della natività, alcuni provenienti dai presepi di Macori, altri aggiunti da Padre Lambertini di sua creazione, saranno i grandi meccanismi ad orologio di Macori e altri meccanismi creati dal Frate utilizzando ruote da bicicletta e manovellismi mossi da motori da lavatrice. Dal 1968, alla Basilica di San Francesco di Ravenna ma anche a Bologna e Longiano, i presepi di Lambertini vanno arricchendosi sempre più di animazioni tanto da creare un vero e proprio spettacolo affascinante del presepio.

 

QUANDO CONOBBI PADRE LAMBERTINI

 

Era il 1975, avevo solo nove anni, quando conobbi Padre Lambertini. Una mia zia che lo conosceva l'aveva portato ospite a casa dei miei genitori. Divenne subito un amico di famiglia. Ricordo che il giorno dopo invitò me e i miei genitori a visitare il suo presepio. Rimasi affascinato da quello spettacolo di presepio.

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Nelle foto sopra il presepio del 1975 a San Francesco realizzato da P. Lambertini. Fu in questo presepio che per la prima volta da bambino lo incontrai, diventando così suo allievo)

 

Il frate mi disse che se volevo potevo andarlo trovare quando volevo, quando uscivo da scuola, nel suo laboratorio: un casa vecchia poco distante dalla chiesa, e così feci. Quando uscivo da scuola andavo alla chiesa di San Francesco da Padre Lambertini che mi aiutava a fare anche i compiti della scuola, mettendomi la passione per lo studio laddove i miei genitori avevano fallito, facendomi diventare da un perfetto asino al primo della classe. Gli stessi miei insegnanti si meravigliarono del cambiamento e si chiesero come mai un così grosso cambiamento improvviso nello studio. Quando seppero che era stato Padre Lambertini a farmi venire la voglia dello studio capirono tutto e dissero " quel frate sa fare davvero i miracoli!". Il frate aveva un modo tutto suo per invogliare i giovani allo studio. Li sapeva affascinare. Sapeva trasformare lo studio in qualcosa di attraente, entusiasmante. E fu così che divenni il primo della classe. Ogni pomeriggio, dopo lo studio e i compiti della scuola il frate mi prendeva con sé nel suo laboratorio del presepio e mi insegnava a fare le statuine. Praticamente la mia passione per i presepi meccanici la devo inizialmente a Padre Lambertini. Così dal 1975 al 1981 divenni l'allievo di Padre Giovanni che lo aiutava a montare il suo presepio nella chiesa di San Francesco di Ravenna. Nel corso degli anni si unirono nell'impresa altri amici: Stefano Zaccagnini (Il figlio dell'Onorevole Zaccagnini della Democrazia Cristiana), i tre fratelli Dima (Simone, Valentino ed Eugenio) e Andrea Di Natali. Tutti davamo una mano al frate a montare il presepio dentro la basilica di San Francesco e ogni anno aspettavamo l'8 dicembre, dopo la messa serale della festa dell'Immacolata, per trasformare un angolo della basilica di San Francesco nel cantiere del presepio. Si chiudeva prima con dei teli blu scuro tutta la zona in cui veniva montato il presepio dalle arcate al muro della basilica per una lunghezza di 16 metri e 6 di profondità. Poi si montava il grande schermo del cielo, un telo bianco di cotone lungo 32 metri ( 16 metri di fronte più i 6 metri di lato a destra e a sinistra) e alto 4 metri che veniva tirato su come uno schermo del cinema sino al soffitto della basilica attraverso delle carrucole. Quante volte abbiamo dovuto salire quelle altissime scale di legno da muratori sino al soffitto della chiesa per far passare le funi nelle carrucole! Una volta che tutte le funi erano infilate nelle carrucole ci chiamavamo in adunata assieme a tutti i frati del convento. Una persona per ogni carrucola e si alzava il cielo da terra. Il passo successivo era montare l'impalcatura del primo piano del presepio e in seguito quella del secondo piano del paesaggio. E solo finito di montare l'impalcatura con assi e legni di ogni genere inchiodati tra loro, si passava a montare la scenografia partendo prima dalla lontananza davanti al telone del cielo con i fondali dipinti dei monti poi venendo pian piano avanti aggiungendo case, il mare, le stradine, gli antichi mestieri, le parabole del vangelo , il fiume, il mulino ad acqua sino ad arrivare al primo piano dove venivano allestiti l'annuncio dell'angelo ai pastori e la natività con i magi e pastori con le grandi statue di Don Macori. Ricordo ad esempio che i primi anni che usava le statue di Don Macori, i re magi li aggiungeva all'Epifania. Da Natale all'Epifania attorno alla natività c'erano solo i pastori. Ma poi Padre Lambertini un bel giorno si stancò e iniziò a montare i Magi sin da Natale, risparmiando così il lavoro di togliere i pastori e mettere i Magi che avrebbe comportato notevoli problemi tecnici, talvolta persino disfare l'intera scena della natività per risolvere il problema della meccanica. E così si andò avanti sino al 1981 anno in cui Padre Giovanni ricevette l'avviso che sarebbe stato trasferito al convento di San Francesco di Faenza. Doveva lasciare la casa dove aveva il suo laboratorio del presepio, dovendo da lì a poco iniziare i lavori di restauro dell'abitazione che sarebbe diventato il nuovo convento dei frati. Dopo 28 anni a malincuore Padre Lambertini salutava Ravenna per ritrasferirsi a Faenza dove il superiore del convento gli avrebbe dato un nuovo laboratorio del presepio e un luogo nuovo dove allestirlo per Natale. Nel 1982 appena trasferito a Faenza, nel momento di montare il suo presepio, mi chiamava a Faenza affinché lo raggiungessi per dargli una mano. E così quante volte il frate mi pagava il biglietto del treno perché lo raggiungessi e lo aiutassi a montare il presepe proprio come facevo a Ravenna. E fu così che mentre lo aiutavo a montare il presepio di Faenza per il Natale 1982 mi disse testuali parole: " C'è un motivo per cui ti ho insegnato a fare il presepio. Il presepio di San Francesco di Ravenna è rimasto senza autore, è giunto il momento che lo faccia tu e che mi dimostri cosa hai imparato..." Io rimasi a bocca aperta. Il frate che per anni era stato come un maestro ora mi chiedeva di sostituirlo a fare il presepio a Ravenna e mettere in pratica i suoi insegnamenti impartiti da anni. Accettai il compito come segno di riconoscenza ma feci subito presente che io non avevo alcun materiale del presepio per poterlo fare. Mi disse di non temere, mi avrebbe dato lui tutto il materiale necessario per poterlo allestire.

 

INIZIA LA MIA STORIA COME AUTORE DELPRESEPIO DI RAVENNA

 

E così nel 1982 mi ritrovai da una parte a Faenza a dare una mano a padre Giovanni e dall'altra a montare per la prima volta il presepio di San Francesco di Ravenna.


 

 

 

(nelle foto a sinistra: il primo presepio che ho allestito a San Francesco nel 1982 con il materiale imprestato da Padre Lambertini. )

 

 

Nel 1982 allestii il presepio interamente da solo ma già dal 1983 si riunirono a me i vecchi amici aiutanti: Zac (Stefano Zaccagnini) Gege (Eugenio Dima) Vale, (Valentino Dima) Simo (Simone Dima) e Andrea Di Natali. dal 1982 al 1986 il presepio di San Francesco di Ravenna fu continuato ad essere allestito dentro la basilica seguendo lo stesso stile che avevo imparato da padre Giovanni. Fino al 1983 utilizzavo i pezzi che mi passava il frate ma dal 1984 iniziai a costruirmi da solo statue, meccanismi ed effetti e quell'anno fu veramente il "mio primo presepio" completamente fatto da me, anche se rispecchiava completamente lo stile del lavoro di Padre Lambertini avendo imparato da lui. Ricordo che ogni anno Padre Giovanni correva a San Francesco di Ravenna per vedere il mio presepio e se ero stato bravo a mettere in pratica i suoi insegnamenti.

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Nelle foto alcuni dei miei presepi allestiti a Ravenna S. Francesco e a Bagnacavallo

E da padre Lambertini ho ricevuto così tanti elogi a tal punto da consigliarmi nel 1986, durante un congresso a Faenza, al Presidente nazionale Angelo Stefanucci dell'Associazione Italiana Amici del Presepio per un premio, un riconoscimento speciale di " fedeltà al presepio"come il giovane presepista più attivo dell'Associazione. Già, perché dal 1985 mi ero attivato nell'allestire presepi non solo a San Francesco di Ravenna ma anche nei luoghi dove mi inviava padre Giovanni: a Bagnacavallo, Torino e Udine.




 

(Nelle foto il presepio di San Francesco allestito interamente da Davide Santandrea con il suo materiale. Nella foto a destra Davide)

 

Nel corso degli anni Padre Lambertini mi coinvolgeva sempre più nei suoi allestimenti nei conventi. Mi chiedeva aiuto per il presepio a San Francesco di Bologna, poi mi chiese di aiutarlo ad allestire il suo presepio all'Arena di Verona per due anni consecutivi. Il terzo anno all'Arena di Verona ci andai da solo ad esporre il mio presepio. Poi successe che andando avanti avanti con l'età il Frate mi passava sempre più lavori degli allestimenti dei presepi in giro per l'Italia. Lui si riservava di montare i presepi di Faenza, Bologna e Longiano mentre a me oltre Ravenna e Bagnacavallo mi passava i luoghi fuori dove lui non si sentiva di andare. Nel 1987 il presepio di San Francesco di Ravenna cambiò sede: non più allestito dentro la basilica ma portato dentro una sala, una volta la stalla dei conti Rasponi.

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Nelle foto: alcuni presepi allestiti da Davide Santandrea a San Francesco di Ravenna)

 

Nel 1988 quando scoprì a Guastalla e acquistai i due presepi prototipi di Don Macori, padre Giovanni rimase colpito e stupito che esistessero altri presepi di Don Macori. Parlai con il frate del fatto che avevo intenzione di fare gli stampi delle statue dei due presepi di Don Macori per riprodurli nei miei presepi senza smembrare i due originali acquistati. Del resto anche Padre Lambertini aveva realizzato gli stampi ai visi delle statue dei due presepi di Macori comprati da lui e dai frati dei vari conventi romagnoli.

Il problema sarebbe sorto in merito al fatto che due artisti distinti avessero le stesse identiche statue nei loro presepi, pur essendo fatti da persone diverse. Il problema fu risolto di comune accordo: nelle fabbricazione delle statue meccaniche il sottoscritto sarebbe stato l'erede ufficiale di Lambertini e del suo stile ( sue testuali parole scritte in una lettera di suo pugno che conservo nel mio archivio) per cui non ci sarebbe stato alcun problema se presepi fatti da due artisti diversi avevano le stesse identiche figure. Così la gente imparò a conoscermi come "Davide l'allievo di Padre Lambertini" e ancora oggi mi considerano tale. Con la scomparsa di Padre Giovanni Lambertini le sue statue sono state divise tra i vari conventi e i suoi presepi sono ora allestiti da gruppi di giovani volenterosi e capaci che però si sono avvicinati al suo presepio dopo la sua scomparsa. I presepi di Longiano, Faenza Bologna hanno sì le statue realizzate da padre Lambertini ma purtroppo hanno perso una piccola parte di quel fascino che solo padre Giovanni sapeva dare realizzando il suo presepio con pezzi di recupero sicché anche un rottame prendeva tra le sue mani la sua giusta dignità e collocazione. Questo senza nulla togliere alla spettacolarità dei presepi odierni, davvero molto belli e curatissimi, ma realizzati con materiali forse troppo moderni, perdendo così quel "gusto di antico" e vissuto. Questo ovviamente è solo esclusivamente una mia impressione, un mio modesto parere. Ricordo quante ore passavamo Padre Giovanni ed io sui fogli bianchi a scarabocchiare disegni e schizzi di meccanismi meccanici por far muovere il presepio. Quando ancora non esistevano i piccoli motorini ridotti a pochi giri da montare dentro le statue, sia padre Giovanni che il sottoscritto facevamo muovere i nostri presepi con ruote da bicicletta, i meccanismi di don Macori, motori di lavatrice. Sotto il presepio era meraviglioso visitare come il presepio sopra. Un intreccio di corde leve, cavi elettrici, lampadine, motori e meccanismi di ogni genere: se sopra il piano era rappresentato l'arte espressiva del presepio, sotto il piano era rappresentata la genialità, l'inventiva e la messa in pratica dell'idea realizzata con mezzi poveri e di recupero. Se questo è rimasto sotto i miei odierni presepi, divertendomi a far muovere le statue utilizzando materiali di recupero da Gambettola e meccanismi di ogni genere, sotto i presepi di Faenza, Longiano e Bologna non ho più visto nulla di questo genere. E come aver perso una parte della spettacolarità del presepio. Ricordo negli anni in cui allestivo il presepio di San Francesco di Ravenna che le scolaresche venivano a visitare il mio presepio ma poi mi chiedevano di vedere il "dietro le quinte". Ed io le facevo entrare sotto il presepio( dove si stava comodamente in piedi!) e gli insegnanti e alunni rimanevano affascinati vedere tutto ciò che succedeva sotto per far muovere le statue. Non per vanità ma tanti visitatori che hanno visto il presepio allestito dal Frate e poi hanno visto i miei presepi hanno creduto che fossero stati fatti dalla stessa persona, ovvero da padre Giovanni. E questo era per me il migliore complimento che mi si poteva fare. Credo che i visitatori cogliessero questa assomiglianza proprio perché padre Giovanni l'ho conosciuto di persona, sono stato al suo fianco dal 1975 al 1997 anno della sua scomparsa. Come si dice: sono cresciuto dentro i suoi presepi. L'ho visto lavorare, abbiamo scherzato assieme, a volte anche litigato per poi fare pace subito, abbiamo fatto gite assieme, abbiamo allestito tanti presepi assieme. Andavamo a Gambettola alla ricerca dei motorini dai rottamai assieme. L'ho avuto come insegnante alle superiori, è stato anche mio maestro in astronomia.

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Nelle foto alcune Natività costruì da Davide Santandrea nel corso degli anni)

 

A padre Giovanni Lambertini devo tantissimo, le conoscenze che ho, gli studi che ho fatto, la passione per il presepio, per l'astronomia e anche per il cinema di cui oggi sono regista per i film di fantascienza e fantasy. Di certo però rimasi un po' deluso dei suoi confratelli. Perchè mi aspettavo almeno un coinvolgimento nella sorte dei presepi di Lambertini soprattutto perché mi conoscevano molto bene e non solo a San Francesco di Ravenna, ma anche a San Francesco di Faenza e di Bologna e a Longiano. Soprattutto perché nel 1988 sino al 1992 ero diventato seminarista francescano, con l'intenzione di diventare Frate. Padre Giovanni sperava proprio che io diventassi Frate come lui per assicurare la continuità del suo presepio. Così mi ritrovai proprio a fare il probandato nel 1988 a Longiano.


 

(Nelle foto sopra Davide Santandrea mentre sistema le sue Natività nei suoi presepi)

 

Ma poi successe che nel 1992 deluso di alcuni fatti accaduti nell'ordine francescano, di cui non sto ora a raccontare, uscì dall'ordine amareggiato e non conclusi la formazione. Forse è proprio per la mia uscita dall'ordine che i francescani si sono un po' risentiti, ma non padre Lambertini che mi ha invece sempre sostenuto. Comunque per qualche motivo ancora a me sconosciuto sono stato escluso da tutto. Ma me sono fatto una ragione. Sono comunque stracontento e felice che ad allestire il presepio di Faenza, Longiano e Bologna ci siano oggi dei bravi artisti che invito a continuare questa attività negli anni a venire. Un mio ringraziamento va in particolare a Roberto Gorini l'attuale autore del Presepio di San Francesco di Faenza, Marco e Caterina della famiglia Gualtieri che sono gli attuali autori del Presepio del Santuario di Longiano e al gruppo di presepisti di Bologna per aver preso in mano l'eredità di Padre Giovanni. Da parte mia, nel caso di loro necessità, c'è sempre la disponibilità a rendermi utile se c'è bisogno.


 

(Nelle foto sopra un singolare presepio del futuro realizzato da Davide Santandrea nel 2007)

 

Dopo alcuni anni dalla scomparsa di Padre Giovanni, nel 2009 termina la tradizione del grande presepio animato a San Francesco di Ravenna. Nel 2010 mi viene chiesto di smontare il grande presepio che era diventato permanente all'interno di un grande locale, un tempo l'ex stalla dei Conti Rasponi, inglobata nel convento di San Francesco, in quanto iniziavano i lavori di restauro della sala. Dal 2010 il presepio meccanico di San Francesco, come l'aveva ideato padre Lambertini, non si fa più. Dal 2010 i Frati del convento hanno allestito piccoli presepi che non hanno a che vedere con la tradizione e lo stile di Lambertini.

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Sopra due foto del presepio allestito da Davide Santandrea a Parigi nella Piazza Hotel de Ville per il quale fu premiato dal primo Ministro Chirac nel 1986)

 

Andando avanti nella storia dei miei presepi, dopo Padre Giovanni ho avuto anche un altro maestro dell'animazione meccanica, il famoso Carlo Rambaldi ideatore dell'animatronix e dei personaggi cinematografici di E.T l'extraterrestre, King Kong, Aliens e altri. Anche con Rambaldi, anch'esso mago della meccanizzazione delle figure, ho imparato moltissimo, soprattutto a costruire i personaggi animatronici per i parchi di divertimento. Ho realizzato negli anni figure per Mirabilandia, Gardaland, Eurodisney e altri. Ma nei presepi anziché usare l'animatronica ho preferito usare ancora i vecchi rudimentali meccanismi seguendo lo stile di Padre Lambertini.

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Nelle foto alcuni presepi di San Francesco di Ravenna allestiti da Davide Santandrea)

 

Negli anni, dal 1987 ad oggi, ho allestito 70 presepi in diverse città italiane, ho venduto 89 Natività complete di Magi e pastori e animali alte 90 cm e 60 cm, ho realizzato i seguenti presepi all'estero: San Diego in California (Presepio Permanente), Parigi, Lourdes, Santiago del Cile, Manila nelle

filippine, Tokyo in Giappone, Sidney in Australia, Losanna in Svizzera, Dornbirn e Vienna in Austria, Grambestaat e Monaco in Germania, Lussemburgo.

(Nelle foto un presepio di Davide Santandrea realizzato a Cesena nel rifugio antiaereo)


 

In Romagna ho allestito il mio presepio a Ravenna in quattro luoghi diversi: S. Francesco, Ospizio Garibaldi, Istituto Santa Teresa e Mercato coperto; ho allestito i presepi a Cesena in quattro luoghi diversi: Chiesa di San Zenone, Cattedrale, Convento di Sant'Agostino e nel rifugio antiaereo di viale Mazzoni; a Santarcangelo di Romagna ho allestito il mio presepio contemporaneamente in tre grotte tufacee diverse: Grotta pubblica, Grotta del Museo del Bottone, Grotta della Famiglia Teodorani;



 

(Nella foto: Davide Santandrea nelle grotte della Zolfatara nel 1987 e il dépliant del primo presepio di Santandrea allestito nel 1987)

 

A Predappio Alta nelle grotte della Zolfatara ho allestito il mio presepio per diversi anni: dal 1987 al 1989(compreso) poi dal 1994 al 2000(compreso) e per finire dal 2015 al 2017 (compreso); a Longiano ho allestito il mio presepio nel 2018 e nel 2019, nel 2020 il presepio è stato sospeso per causa del Covid ma spero di poter riprendere l'allestimento nel 2021, a Castelnuovo di Meldola (FC) allestisco il presepio itinerante diviso in tre grandi quadri allestiti in tre luoghi diversi sin dal 2017. Proprio in questo presepio sono raccolte molte statue e meccanismi che erano allestite a San Francesco di Ravenna e nelle Grotte della Zolfatara di Predappio Alta.

 

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Nelle foto sopra: le locandine dei presepi della Zolfatara allestiti da Santandrea 1988, 1994, 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, 2000, 2015, 2016, 2017)

 

Mi piace ricordare in questo articolo anche la storia del mio presepio a San Diego in California. Nel 1987 avevo allestito il grande presepio della Zolfatara di Predappio Alta che fu visitato da 60 mila persone. Tra i visitatori venne anche una delegazione americana di San Diego che vide il mio presepio nelle grotte e ne rimase affascinato. Così nel 1988, anno in cui ero appena entrato nell'ordine dei Frati Minori Conventuali come seminarista, fui chiamato in America ad allestire il presepio che nel 1987 avevo allestito nella Zolfatara. Nel 1988 allestii le prime scene del presepio permanente (13 scene) nel 1989 ne allestì altre 13 ( ovvero altre scene che avevo allestito nella zolfatara nel 1988) e poi mi fecero un accordo che ogni 3 anni avrei dovuto aggiungere nuove scene nel presepio. Attualmente il presepio permanente di San Diego è composto da 34 scene tra scene principali e scene secondarie.


(Nella foto: Davide Santandrea mentre sistema il suo Presepio)

 

Il presepio continua a riscuotere tantissimo successo. Anche l'allora presidente americano Bill Clinton e la moglie Illary, visitarono l'allestimento e decisero di ricevere tutto lo staff tecnico che vi ha lavorato a partire dal sottoscritto che l'ha costruito sino a tutti i tecnici che lo mantengono in funzione e in cura costante. Fui prelevato dalla mia abitazione a Ravenna da due guardie del corpo e fui accompagnato alla Casa Bianca in un ricevimento con i coniugi Clinton. Ed è proprio dalla Casa Bianca che feci una sorpresa a Padre Lambertini telefonandogli e facendolo parlare con il presidente d'America. Quante volte Padre Giovanni mi ha ringraziato per questa mia trovata! Fu talmente contento che lo ricordò persino in una intervista televisiva dove il conduttore lo intervistava: "...allora Padre Lambertini lei è arrivato con i suoi presepi persino in America!" Padre Lambertini gli rispose (testuali parole): "in America c'è andato il mio allievo Davide Santandrea che ha realizzato un grande presepio per San Diego ed è stato ricevuto alla Casa Bianca dove mi ha fatto parlare con il presidente Bil Clinton per telefono!"

 

NELLA STORIA DEI PRESEPI IN ROMAGNA NON CI SI PUO' DIMENTICARE DELLA FAMIGLIA GUALTIERI.

 

Ricordo volentieri in questo mio articolo la Famiglia Gualtieri che è molto distinta nell'arte della costruzione del presepio animato. Il primo ad iniziare questa tradizione famigliare è il papà Quarto Gualtieri. La tradizione è poi proseguita grazie al lavoro di una equipe composta dai membri della famiglia, dalla Mamma e soprattutto da Marco e Caterina.

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Nella foto: Quarto Gualtieri fondatore della tradizione del presepio Meccanico della Famiglia Gualtieri. A fianco due foto dei presepi della famiglia Gualtieri)

 

 

Il presepio della famiglia Gualtieri ha tradizioni che affondano nel passato. Dai primi presepi fatti presso l'abitazione si passò ai grandi presepi realizzati a Montiano. E da Montiano i presepi della famiglia Gualtieri si diffusero in diverse località romagnole: a Cesena allestiscono il presepio nella Cattedrale ( dopo alcuni allestimenti fatti dal sottoscritto) e poi realizzano il grande presepio animato nell'antica pescheria di Cesena. Hanno realizzato il presepio della Zolfatara di Predappio dal 2001 al 2017, per diversi anni hanno allestito il presepio nel rifugio bellico di Longiano ( ora proseguito dal sottoscritto), per alcuni anni hanno allestito il loro presepio a San Francesco di Ferrara e anche una Natività galleggiante dentro la cripta sommersa della basilica di San Francesco di Ravenna. Attualmente curano l'allestimento del presepio del santuario di Longiano, con le figure di padre Lambertini. Tanti sono i presepi realizzati da questa famiglia di artisti e sicuramente qualcuno mi sfugge. Tra me, Marco e il Babbo Quarto nacque subito una buona amicizia. Ho sempre visitato i loro presepi a Montiano a volte anche con padre Lambertini. Un anno la Famiglia Gualtieri si rivolse a me per chiedermi delle teste e mani, copie in gesso di alcune figure di Don Macori che avevo acquistato. Da allora nacque una buona collaborazione che dura negli anni.

 

L'AMICIZIA E LO SCAMBIO INFORMATIVO CON ROBERTO GORINI

 

La conoscenza di Roberto Gorini, l'attuale autore del nuovo presepio di San Francesco di Faenza, avvenne quando mi contattò la prima volta per chiedermi informazioni sulla storia dei presepi di Don Macori e il legame tra Lambertini e Macori. Poi mi chiese alcune informazioni riguardo il presepio di Padre Lambertini a Faenza, sull'effetto del fumo nel camino, come lo ricavava padre Giovanni. La corrispondenza via email durò diversi giorni. Poi finalmente due anni fa ci siamo conosciuti di persona. Ero in gita ai presepi assieme al mio amico Davide Zattini, il mio aiutante nell'allestimento del presepio a Castelnuovo.


(Nella foto sopra: Roberto Gorini e il suo presepio a San Francesco di Faenza)

 

Visitammo il suo presepio a San Francesco di Faenza con le statue di Padre Lambertini e ci fece visitare il suo laboratorio perfettamente ordinato. E' stato un momento molto cordiale ed amichevole dove abbiamo più volte ricordato Padre Giovanni.

 

A SAN FRANCESCO DI BOLOGNA IL PRESEPIO DI PADRE LAMBERTINI E' CONTINUATO DA UN GRUPPO DI GIOVANI VOLENTEROSI.

 

Anche il Presepio della Basilica di San Francesco di Bologna continua la tradizione di quello che fu il presepio di Padre Lambertini. Anzi proprio in quel presepio, come mi disse un giorno Roberto Gorini, ci sono proprio i pezzi più belli di Padre Lambertini. Come era solito fare il buon Padre Giovanni, il presepio veniva montato a partire dall'8 dicembre nella grande sala della sacrestia e rimaneva montato solo fino all'Epifania. Una delle caratteristiche del presepio di San Francesco di Bologna è l'enorme cielo azzurro, la profondità e l'esclusiva scenografica propria di P. Lambertini. Il presepio di San Francesco di Bologna è oggi proseguito da un piccolo gruppo di giovani artisti volenterosi.


 

 

(nelle foto sopra: il presepio di Padre Lambertini a San Francesco di Bologna allestito da un gruppo di giovani)

 

CONCLUSIONE: I GRANDI PRESEPI MECCANICI DEI GIORNI NOSTRI

 

Questo è l'elenco dei presepi Meccanici che sono collegati alle origini del presepio di Don Macori e Padre Lambertini.

 

Castelnuovo dei Presepi , Castelnuovo di Meldola FC - tre diorami meccanici che compongono il "presepio itinerante animato", allestiti in tre luoghi diversi a Castelnuovo da Davide Santandrea e Davide Zattini a partire dal 2017;

 

Presepio di Don Galileo Macori - il presepio delle origini. Il primo quadro animato che Don Macori aveva allestito presso la sua abitazione a Cesena allestito a Castelnuovo (luogo ancora da decidere), da Davide Santandrea e Davide Zattini;

 

Longiano dei Presepi - Grande Presepio meccanico nelle grotte del rifugio bellico allestito dal 2018 da Davide Santandrea ( nel 2020 è stato sospeso per via dell'epidemia covid19);

 

Il Grande Presepio Animato di Padre Lambertini allestito da Roberto Gorini e i suoi aiutanti nella Chiesa di San Francesco a Faenza. Presepio allestito con le storiche figure di Padre Lambertini;

 

Presepio Meccanico nel Santuario del Sant.mo Crocifisso di Longiano: Grande Presepio meccanico di Padre Giovanni Lambertini, allestito dalla famiglia Gualtieri con le statue di Padre Lambertini;

 

Grande Presepio animato nell'antica pescheria a Cesena, allestito dalla famiglia Gualtieri;

 

Grande Presepio animato di Padre Lambertini a San Francesco di Bologna, realizzato da un gruppo di giovani artisti.

 

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Copyright del testo:

Tutti i diritti riservati. Articolo scritto da Davide Santandrea. Vietata la duplicazione e la pubblicazione se non autorizzata dall'autore. Le immagini sono ricoperte da copyright di proprietà dei singoli proprietari.

Copyright Immagini:

Le foto dei Presepi di Don Galileo Macori e dei Presepi di Padre Lambertini a Ravenna e a Bagnacavallo e Faenza degli anni 50' sono immagini ricavate dalle foto originali possedute da Davide Santandrea e sono ricoperte da copyright, pertanto è vietata la pubblicazione o duplicazione senza autorizzazione. Le foto dei presepi della Famiglia Gualtieri sono copyright della Famiglia Gualtieri. Le immagini del presepio di San Francesco di Faenza sono copyright di Roberto Gorini.

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VISITA I SITI UFFICIALI DEL PRESEPIO ANIMATO DI DAVIDE SANTANDREA

IL NUOVO GRANDE PRESEPIO MECCANICO ITINERANTE E POLISCENICO A CASTELNUOVO DI MELDOLA

LA NOVITA' ESCLUSIVA DEL NATALE 2018 PER LA ROMAGNA

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Per il secondo anno Castelnuovo di Meldola inaugura una nuova attrattiva natalizia: Il nuovo grande Presepio Meccanico itinerante poliscenico, che fino ad oggi mai era stato realizzato pubblicamente a Meldola. Anche il Natale 2019, oltre al presepio vivente organizzato in città, la città di Meldola ha la sua attrattiva natalizia principale, il grande presepio meccanico che saprà attirare certamente tantissimi visitatori. Tre grandi quadri animati compongono l’allestimento.
Il Presepe è visitabile tutti i giorni dal 23 dicembre al 7 gennaio, poi fino al 3 febbraio arà aperto solo nei prefestivi e nei festivi.
Orario: dalle 9 alle 18.

In ordine il visitatore, che piace andare per presepi, potrà vedere presso la chiesetta “Ca’ Baccagli” il Primo Diorama con l’annuncio dell’angelo ai pastori, la nascita di Gesù adorato dai pastori e il vasto paesaggio animato dai mestieri “di una volta”(I boscaioli,il mugnaio, la polentara, le lavandaie ecc)le Parabole del Vangelo (Il figlio Prodigo, Il Buon Samaritano, La Parabola del Tesoro nascosto nel campo) e suggestivi effetti luminosi e scenografici (il mare con il suo muoversi ondoso, il carosello vorticoso degli angeli osannanti nel cielo, l’alternarsi del giorno con il sole e la notte con la luna, la cometa e le stelle.

Nel Secondo Diorama presso la casetta foresteria di Castelnuovo, ai piedi del Castello di Castelnuovo, rappresenta invece l’arrivo di Magi ad adorare Gesù Bambino nella casa di San Giuseppe a Nazareth. Qui la scena riproduce il momenti in cui Gesù Bambino già ad un anno di vita, è tenuto in braccio da Maria che lo culla e lo presenta all’adorazione commossa dei Magi e di San Giuseppe. L’ambientazione della scena è quella del cortile della casa di San Giuseppe a Nazareth e non più la grotta di Betlemme. Noi siamo abituati a festeggiare l’Epifania, ovvero l’adorazione dei Magi, a pochi giorni dal Natale. Ma in realtà i Magi arrivano dopo circa un anno dalla nascita di Gesù e Gesù già più cresciutello non giace più nella mangiatoia ma sarà stato portato da Giuseppe nella sua casa a Nazareth assieme a sua moglie Maria. Se da un lato Gesù viene adorato dai Magi, dall’altro viene adorato da una famiglia numerosa di pastori della zona. Nello sfondo un cielo azzurro lascia vedere la comparsa della stella cometa che fu la guida speciale ai Magi al luogo dove Gesù si trovava. Tra i pastori, troviamo anche i “pastori musicanti” la cui origine ha comparsa sia nello storico presepio “ bolognese” che in quello “ napoletano”. Un pastore suona la lira e un altro pastore suona la viola.

Nel Terzo Diorama allestito presso la chiesetta dell’antico Cimitero di Castelnuovo, sempre ai piedi del castello, troviamo l’ultimo quadro, quello della “bottega di Nazareth” dove Gesù cresce tra Giuseppe e Maria. Qui Gesù è diventato un bambino di 10 anni e aiuta Giuseppe nella sua bottega del Falegname. Mentre Giuseppe è impegnato a spaccare legna con un’accetta, Gesù Bambino mostra contento al padre “adottivo” la barchetta che si è costruito. La figura di Gesù in questa scena rappresenta il momento della crescita, comune a tutti i bambini, il momento in cui cominciano ad apprendere e capire. Maria guarda incantata come Gesù segue e aiuta Giuseppe. Duranti l’infanzia di Gesù molti pastori fecero visita alla Santa Famiglia per conoscere il promesso salvatore.

Quello che desta la più grande meraviglia di questo grande Presepio meccanico oltre la sua grandezza e l’essere itinerante, le cui scene sono suddivise in diversi luoghi e ambienti, è la naturalezza dei movimenti e degli effetti scenografici e luminosi. Le figure artistiche e animate che compongono il grande allestimento dei tre quadri, sono opera dello scultore Davide Santandrea noto in tutta Italia e nel mondo per i suoi grandi allestimenti presepistici e pasquali (Le grandi passioni animate di Gesù ispirate al film “Gesù di Nazareth di Franco Zeffirelli) Davide Santandrea è conosciuto soprattutto per essere stato l’allievo del famoso Carlo Rambaldi (creatore dei personaggi animatroci per i film cinematografici tra cui il famoso E.T. l’extraterrestre del film di Spiemberg) da cui ha ereditato la tecnica dell’animatronica per i movimenti delle figure e la passione per il cinema (Essendo Santandrea anche un produttore cinematografico), e per i suo grandi allestimenti presepistici all’estero, soprattutto negli Usa, dove fu ospite alla Casa Bianca dove per il suo più grande allestimento presepistico a San Diego in California ( maggiori notizie le trovate qui https://castelnuovodeipresepi.altervista.org/lautore-dei-presepi/ )ha ricevuto persino un riconoscimento dall’allora Presidente Americano Bill Clinton L’allestimento del grande presepio itinerante poliscenico meccanico a Castelnuovo è curato ed allestito da Davide Santandrea e Davide Zattini e già dimostra successo suscitando molto interesse e curiosità tra gli appassionati del Presepio. Si è voluto dare appositamente il nome di “Presepio Itinerante” perchè in realtà i tre grandi quadri sono allestiti in tre ambienti diversi che creano un Itinerario del Presepe a Castelnuovo, di cui, sicuramente, nei prossimi anni sarà incrementato di nuovi ambienti/luoghi e nuove scene.



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PRESEPIO ANIMATO ITINERANTE A CASTELNUOVO: ORARI ED INFORMAZIONI

APERTURA: dal 23 Dicembre 2019

CHIUSURA : 2 Febbraio 2020

ORARI

Dal 23 al 6 gennaio compreso,dalle ore 09 alle ore 18 orario continuato

Dal 7 gennaio il presepio è visibile solo al sabato e domenica dalle ore 09 alle ore 18

INGRESSO OFFERTA LIBERA

Per informazioni telefonare al 3278531075 oppure 3463990508 

Per visite guidate al luogo di Castelnuovo e ai presepi chiamare i numeri di telefono sopra. 

Per gruppi, pulman è necessario la prenotazione telefonando ai due numeri sopra per organizzare il trasporto con le navette dal parcheggio ai luoghi del presepe.

ALCUNE FOTO DEL PRESEPIO DI CASTELNUOVO

L'ANNUNCIO AI PASTORI, LA NASCITA DI GESU' E IL PAESAGGIO DI BETLEMME ( 1 DIORAMA)

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L'ADORAZIONE DEI MAGI (2 DIORAMA)

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LA SACRA FAMIGLIA A NAZARETH ( 3 DIORAMA)

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PARLANO DEL PRESEPIO DI CASTELNUOVO

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    NOTIZIE E STORIA DI CASTELNUOVO DI MELDOLA LE TROVATE QUI SUL SITO UFFICIALE

    Tutte le notizie su Casteknuovi e la sua soria le trovate qui

     http://castelnuovodeipresepi.altervista.org/notizie-di-castelnuovo/

    FOTO DI ALCUNI PRESEPI CHE FURONO ALLESTITI IN PASSATO DA SANTANDREA DAVIDE

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